Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio

Quando in un matrimonio si crea una crepa tale da portare al tradimento il matrimonio è già finito. Cazzate.

Sono l’altra. Scrivo e cancello, cerco parole diverse, non ci sono.

La verità è che quando tocca a noi corriamo subito a comprare scatole di ma e di però che già sappiamo ci serviranno. Lì usiamo in modo sapiente, senza che salti brutalmente all’occhio, ci guardiamo allo specchio per pochi secondi per non terminarne subito la scorta.

E’ diverso, non è paragonabile, noi siamo altro. Noi. Mi sento quando pronuncio queste frasi, credendoci. Ciecamente.E però ne sento anche lo stridore, perché se è pur vero che le storie non siano mai sovrapponibili, comunque io la voglia girare, qualsiasi sia l’immenso sentimento a cui io mi voglia aggrappare, la verità è che io, oggi, sono l’altra.

Io. Cazzo.

Quando mi sono separata non ho dato alcuna  responsabilità  reale a bellicapelli, sapevo quanto il mio matrimonio fosse al capolinea, lei, un’altra, poco importava, ho detestato le sue bugie, il suo tramare alle mie spalle, il fare la finta amica, l’attirare a sè i ragazzi, ma basta, nulla oltre questo. Ho ricercato i motivi in noi come coppia ed erano così tanti e pesanti che il fatto che ExTT abbia cercato felicità altrove mi sembrava quasi scontato. Poi, sul resto si può discutere, che c’è modo e modo.

So di non avere nell’amore di oggi una reale responsabilità, è andata così, era già andata così, che ha un suo peso in questa storia.  So che non è uno scherzo, un gioco, so benissimo quello che voglio e so quanto lo voglio. Io. Mi obbligo a soffermarmi davanti a quello specchio ogni giorno un istante in più, per non rinnegare tutto ciò che sono e che sono diventata e non è affatto facile.

Io sono l’altra. Anche se non mi sento formalmente tale, lo sono per il mondo. E nella quotidianità lo sono per lui. Anche se non me lo fa mai sentire, anche se non credo davvero lo senta, ma la quotidianità non è fatta solo di parole e promesse e rassicurazioni. E comunque il problema non è la quotidianità, il problema, per una volta, non sono io. 

Ogni giorno mi nutro di progetti e di un futuro incerto in cui davvero credo, vorrei poter essere felice senza lasciare morti sul mio cammino e non accadrà. Da questo momento in poi, qualsiasi cosa succeda qualcuno soffrirà, molto. E se non sarò ancora una volta io, ne sarò comunque la ragione. Bella scelta.

Tutto per essere felice.

– Deve farlo per se stesso, non può caricarti di un peso così grande, tu non c’entri. –  Le frasi si ripetono come dogmi. Ma perché mai? Se non sei travolto è forse fin troppo facile giudicare e lo è ancora di più assolvere. E comunque lo so benissimo che io c’entro eccome, nascondermelo non serve e non porta in nessun luogo dove io voglia stare.

Il mio lieto fine sarà l’inizio di un tunnel in cui ho abitato per anni per un’altra persona, un’altra donna, che non conosco, che non mi ha fatto nulla. A cui ho già fatto male. Il mio lieto fine sarà la fine di una famiglia, il dolore di ragazzi che non conosco, che in qualche modo avrebbero a che fare con me e io dovrò guardare negli occhi. E se gli eventi ci risparmieranno il disastro e lei non lo saprà mai e loro non lo sapranno mai, lo saprò io. Come si convive con questo? Come ci convivo con questo? E il rischio è che che non ci sia per molto tempo alcun lieto fine neppure per me. Per noi.

Non vorrei fosse così, per una volta vorrei che fosse facile, vorrei uscirne pulita, irresponsabile. Vorrei non dover fronteggiare il dolore di nessuno, non essere causa di dolore per nessuno. Vorrei non dover più avere a che fare con il mio. E invece svuoto le scatole da tutti i ma e i però, gli alibi non mi aiuteranno ad arrivare dove vorrei stare e le riempio di senso di responsabilità e pure di colpa, quello mettiamolo sempre, le riempio di razionalità, di prudenza, di cruda lucidità e di egoismo e lo chiamo con il suo nome.

E mi perdono.

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22 thoughts on “Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio

  1. Elena ha detto:

    In questi casi, mi permetto di dire, che non è egoismo ma sano egoismo. E ci vuole per poter prendersi la felicità che si merita. In bocca al lupo carissima!

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  2. 65luna ha detto:

    Concordo con Elena. Anche io sono stata l’altra, capisco bene. Un abbraccio,65Luna

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  3. startoveringermany ha detto:

    Analisi lucida, onesta. Spesso ci struggiamo per i sensi di colpa o ci perdoniamo per eccesso di indulgenza, solo perché non riusciamo ad essere sinceri con noi stessi. Tu lo sei stata e penso che dipenda da tutto il dolore che hai attraversato. In ogni caso la situazione provocherà delle conseguenze. Non ho consigli da darti; posso solo dirti che faccio il tifo per la tua felicità.

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  4. Penny ha detto:

    Anche io sono stata l’altra. Non voglio giustificazioni, non mi interessano. Nessuno è di nessuno. Laddove c’è uno spazio qualcuno l’ha lasciato vuoto. Una cosa è certa, noi siamo le altre, quelle che fregano i mariti, i compagni ecc…e gli uomini? Cosa sono?
    Il problema è quell’idea malsana di possesso che abbiamo sull’amore. Perdonati, ma non c’è niente da perdonare. Ti abbraccio Penny

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    • tuttotace ha detto:

      E’ davvero un’idea malsana. Quando exTT (tu mi leggi da poco ma è il mio ex marito) mi disse che non mi amava più io gli dissi che capivo e capivo davvero e mai ho pensato che mi lasciasse solo perché innamorato di un’altra. L’amore non è un contratto, come dici tu nessuno è di nessuno, l’amore può anche esaurirsi senza che ci siano drammatici accadimenti e se ci si rispetta bisognerebbe davvero comprenderlo. Detto ciò fa abbastanza paura proprio perché ci si sente addosso una responsabilità che non può essere tutta addossata ad un’unica persona. E nel mio caso manco me l’addossano, faccio tutto da sola … Grazie Penny

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  5. Mezzatazza ha detto:

    Uh, io invece che non sono mai stata l’altra e ho cose diverse per la testa, faccio fatica a pensare di lasciare un commento carino o incoraggiante.
    Non so niente di queste cose ma ormai ho imparato che giudicare da fuori è poco efficace e spesso inutile.
    In bocca al lupo a tutti, per un verso o per l’altro, sperando che nessuno si faccia troppo male.

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    • tuttotace ha detto:

      Non scrivo mai per avere consensi o commenti carini, piuttosto per un confronto, quindi va bene così Mezza, per quanto riguarda l’incoraggiamento so dove sto andando, non voglio solo raccontarmela. Grazie del passaggio.

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  6. romolo giacani ha detto:

    Difficile commentare…è un mondo difficile, forse non basta nemmeno essere sinceri (con gli altri e con sé stessi), però mi sembra già un buon inizio. Buona fortuna amica mia, conoscendoti un po’ penso proprio che te la meriti

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  7. Dorothy Gale ha detto:

    Coraggio mia cara. Sai che sono al tuo punto, cambia solo il vestito della mia storia, ma nemmeno di molto. Quindi non ho consigli.. solo un abbraccio solidale.

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  8. newwhitebear ha detto:

    è una ruota che gira. Prima è toccato a te, adesso all’altra. Se questo è vero amore ma anche se fosse qualcosa d’altro che però vi fa stare bene insieme, non pensarci su. Vai avanti per la tua strada e non avvertire sensi di colpa. Le occasioni si colgono e basta.
    In bocca al lupo, TT

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  9. 'povna ha detto:

    Elimina i grassetti, tesoro, aiuta un sacco! 😉

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  10. Wish aka Max ha detto:

    Mi permetto di suggerire un piccolo emendamento all’immagine finale: aggiunta con cambio d’iniziale.
    “His love roared louder and soared higher than her demons”
    Perché non credo che per tacitare i demoni basti alzare la voce. E’ anche necessario volare alto.

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  11. lafrangia ha detto:

    Dalla merda non si esce con le scarpe pulite.
    That’s it.

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  12. Rew ha detto:

    Datti pace. Se fossi stata così importante da spingerlo a lasciare sua moglie, dopo l’incredibile fortuna di averti ritrovata libera e dieci anni per rifletterci su, l’avrebbe già fatto.

    Al limite, per valutare la situazione, potrebbe essere interessante capire se sia un traditore seriale oppure tu sia stata l’unica. Ma non mi fiderei della sua risposta.

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    • tuttotace ha detto:

      Non è un traditore seriale. Mi fido ciecamente. Le cose possono essere un po’ più complicate di vado/sto e io dovrei scendere in ben più ricchi dettagli perché sia ben chiaro tutto anche a chi mi legge, cosa che ad oggi non mi sento di fare. Io mi sento fortunata, seppur nella difficoltà.

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      • Rew ha detto:

        Sentirti come preferisci non è in questione.

        Ma a leggerti da fuori si percepisce una situazione molto a rischio, e non nel senso di farti sentire in colpa di una separazione che dallo scenario che descrivi, verosimilmente, dopo un’estenuante e lunghissimo tira e molla, non avverrà mai.
        Se poi mi sbagliassi, perché nessuno è infallibile, meglio per voi.

        Attenta a non farti male, tutto qui.

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